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10) Ecologia / OGM :
Riso OGM illegale: di nuovo, e sempre più
Di Sicurezza degli alimenti
I funzionari federali statunitensi del Dipartimento dell'Agricoltura americano (USDA) hanno annunciato, recentemente, che la varietà di riso che molti agricoltori americani (in particolare nel sud) hanno utilizzato in sostituzione di quella recentemente contaminata con il riso GM illegale della Bayer (LL601) è stata trovata anch'essa contaminata geneticamente. Questa volta il gene (in realtà ne sono stati trovati due, uno non ancora identificato) è differente; rimane il fatto che anche questo non è stato approvato per la coltivazione, ma solamente per la sperimentazione. Le due varietà contaminate rappresentano circa un terzo del raccolto di riso del sud degli USA per l'anno 2006 e la semina per il 2007 sta già per cominciare.

Recentemente, infatti, gli agricoltori degli Stati Uniti stavano piantando una varietà convenzionale di riso, denominata Cheniere, almeno su buona parte dei loro terreni, fino a che non sono venuti a conoscenza che questa varietà era stata contaminata con un gene resistente ad un erbicida (LL601), prodotto dalla Bayer CropScience per la sperimentazione e che non era stato approvato per la coltivazione. Dopo questo episodio essi hanno ordinato il Clearfield131, (un'altra varietà di riso non modificata, sviluppata dalla BASF). Il 5 marzo, l'USDA ha emesso un provvedimento d'emergenza per impedire la piantagione di quella varietà di riso. Gli ufficiali del dipartimento, infatti, avevano trovato due transgeni che non avrebbero dovuto trovarsi in quella varietà. In particolare, un gene appartiene alla Bayer, mentre l'altro non è ancora stato completamente identificato.

L'industria americana del riso a chicco lungo, spinta anche dalla decisione di molte nazioni, prudenti nei confronti delle biotecnologie, di limitare le importazioni del riso degli Stati Uniti fino a quando le questioni di purezza non saranno risolte, ha affermato pubblicamente quanto sia vulnerabile il settore agricolo. Infatti, essa ritiene che gli episodi di contaminazione genetica possano costare al settore circa 1 miliardo di dollari; il riso, infatti, non è l'unica coltura ad essere interessata dall'inquinamento genetico. Alcuni coltivatori hanno indicato come colpevoli i produttori di semi geneticamente modificati, la cui disattenzione, sostengono, abbia permesso che le varietà sperimentali finissero nelle varietà convenzionali. Secondo altri, il Dipartimento dell'Agricoltura è stato ripetutamente condannato da tre corti federali per non controllare adeguatamente le colture geneticamente modificate.

La causa della contaminazione è purtroppo ancora ignota. Il riso, infatti, è una pianta ad autoimpollinazione, per cui il suo polline, generalmente, non si disperde in lontananza. Tuttavia la mescolanza accidentale dei semi modificati e convenzionali si verifica facilmente, in modo particolare quando le varietà GM non vengono limitate ai flussi all'interno dei loro canali di distribuzione. La commistione genetica sembra, dunque, essere un problema crescente. Sono passati solo undici anni dai primi raccolti di varietà geneticamente modificate (1996, anno di prima commercializzazione degli OGM negli USA) e la superficie (in acri) di colture GM ha già raggiunto valori elevati. Infatti, quasi il 90 per cento della soia e del mais degli Stati Uniti, così come circa il 60 per cento del cotone degli Stati Uniti, sono modificati con i geni di altri organismi.

In un panorama di questo tipo sembra inevitabile che non si verifichino episodi di contaminazione tra sementi e tra polline. Si tratta di una sfida anche per la coesistenza in Europa.



Note:
30 marzo 2007




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