Si tratta di una un cerchio centrale di circa 11 metri di diametro, con rotazione delle spighe in senso orario, collegato da alcuni corridoi ad altri 5 cerchi satellite, piu o meno della stessa dimensione. In questi cerchi la rotazione è sempre in senso orario, ma vi è una mezzaluna che compie una controrotazione in senso antiorario ad una estremità. Complessivamente si tratta di una formazione iscrivibile in un diametro di circa 40 metri. Si trova su una collinetta discendente, vicino ad un piccolo corso d’acqua quasi prosciugato. Al centro del cerchio non vi è il solito “buco” (che farebbe pensare a qualcosa di artificiale montato dai creatori del cerchio per poter realizzare la formazione in modo corretto) bensì la vegetazione viene a formare una sorta di “nido”. Il terreno sottostante presenta delle grandi spaccature naturali, e sembrerebbe sabbioso ed argilloso, comunque molto secco. I bordi della vegetazione appiattita sono piuttosto netti, ma non mi risultano strati sovrapposti né intrecciati. La piegatura delle spighe, ad una prima occhiata, mi risulta piuttosto meccanica: non sembrerebbe sottoposta a calore o bruciature. Infine, la piegatura non sempre corrisponde al primo stelo...

Leonardo Dragoni









Foto di Marco Pizzuti